Giovedi santo visita ai sepolcri da casa generalizia ore 21,15

 

 

Venerdi santo via crucis al divino amore  partendo da casa generalizia

 

Padre Angelo e Padre Luigi


Lectio- Vespri Pasqua Casa Generalizia

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Causa maltempo rimandato

SESTO  APPUNTAMENTO : LA TENEREZZA

 

SABATO  6 APRILE  2019

 

LEONESSA – POGGIO BUSTONE

(Totale km 15,2; medio-impegnativa dislivello totale:

salita 610 mt discesa 750 mt)

 

Partenza: alle  6,15 dalla parrocchia di Regina Pacis (via Federico Torre – vicino alla farmacia) muniti delle proprie macchine. Puntuali

 

Occorrente: scarpe comode per trekking, borraccia (troveremo poca acqua lungo il percorso per cui portatene in abbondanza),  vestiti per camminata,  rosario, soldi per fare colazione,  pranzo al sacco (da comperare prima o a Leonessa se si troverà aperto).

 

Percorso: L’itinerario (la quarta  del Cammino di San Benedetto, inizia a Leonessa  (969 m) fino ad arrivare al Convento di San Giacomo (818 m) nei pressi di  Poggio Bustone  (756 m)   Si tratta della tappa più montana di tutto il C.S.B. sviluppandosi a quote comprese tra i 900 e i 1500 m. Dalla Vallonina fino a Poggio Bustone il percorso è interamente nel bosco all’interno di una estesissima faggeta di importanza storica in quanto al suo interno passava il confine tra Stato della Chiesa e Regno delle due Sicilie tanto che in prossimità del valico incontreremo due cippi di confine il n*454 e il457. Si entra a Leonessa dalla porta Spoletina ed attraversandola per il corso di S. Giuseppe  da Leonessa si  arriva alla scenografica Piazza VII Aprile. Da qui si prosegue verso la Chiesa di S.Pietro e scendendo per la gradinata a sx si esce dalla porta Aquilana. Si prosegue in discesa fino a percorrere i 4Km di asfalto lungo la verdissima Vallonina fino all’inizio del percorso montano.    Qui lasceremo le macchine e prenderemo una piccola strada forestale che sale sulla destra in maniera graduale in mezzo ad un bosco di faggi. All’uscita dalla faggeta (1350 m) la sterrata prosegue diritta diventando sentiero e attraversa una radura sotto il Monte Macchialaveta .proseguendo poi nel bosco. Dopo una breve salita si raggiungono i prati di S. Bartolomeo a quota 1470 m al cui centro è presente un rialzo del terreno dovuto a cumuli di pietre che sono ciò che resta dell’antico Oratorio di San Bartolomeo.   Seguendo ora il sentiero Cai 402 raggiungiamo in breve la linea di crinale posta a quota 1510 m. Proseguendo sul crinale si arriva ad una radura a quota 1480 m. Qui si prosegue in discesa sul sentiero Cai 420 fino a raggiungere una bella ed ampia radura a quota 1435 m al cui fondo si trova la fonte Petrinara dove forse potremo dissetarci. Proseguendo in costante discesa per alcuni km dove il bosco si dirada si aprono bellissime viste sui laghi Lungo e Ripasottile , sulla Valle Santa e sui Monti Sabini.  Si prosegue quindi fino ad arrivare al Convento di Poggio Bustone (818 m).

 

Pranzo: al sacco

 

Ritorno: in serata

 

Per informazioni, adesioni e comunicazioni 

potete contattare

p. gigi Franchini al 333 44 24 525

 

mail : gigifranchini13@gmail.com


Sesta camminata nella Fede: Fedelta'!

SESTO  APPUNTAMENTO : LA FEDELTA’

 

SABATO  16 MARZO  2019

 

“Ciclovia dei laghi

di Bracciano e Martignamo

(Totale km 20,1; medio-facile)

 

Partenza: alle  6,30 dalla parrocchia di Regina Pacis (via Federico Torre – vicino alla farmacia) per andare alla  stazione dei Quattro Venti dove prenderemo il treno delle 6,47 per Anguillara:  arrivo  alle 7,39.

 

Occorrente: scarpe comode per trekking, borraccia (troveremo pochissima acqua lungo il percorso per cui portatene in abbondanza,  vestiti per camminata,  rosario, soldi per fare colazione, biglietti treno da fare il giorno prima A/R Roma Quattro Venti – Anguillara), pranzo al sacco.

 

Percorso: Dalla stazione ferroviaria  di Anguillara si arriva al parcheggio del lago di Martignano (3,6 Km)  e da lì alla Porta del Parco nazionale di Martignano (Km 2,5) da dove ha inizio la ciclovia dei laghi (Km 7,9) che è un percorso ad anello che consente di superare il fiume Arrone oltre il quale si apre una vista meravigliosa verso il lago di Bracciano. Proseguendo poi attraverso campi adibiti al pascolo costeggia il lago di Martignano fino ad arrivare ad una area attrezzata dove è possibile sostare per rifocillarsi. Si può quindi riscendere per ritornare verso il paese di Anguillara  e poi alla stazione (Km 6,1). Con un dislivello basso che lo rende facilmente percorribile, il tracciato risulta semplice ed alla portata di tutti. Ricordo che non sono presenti fontanili lungo il percorso per cui è necessario partire già equipaggiati in tal senso.

 

Pranzo: al sacco

 

Ritorno: in serata alla stazione Quattro Venti previsto per verso le 17,48

 

 

Per informazioni, adesioni e comunicazioni 

potete contattare

p. gigi Franchini al 333 44 24 525

 

mail : gigifranchini13@gmail.com


Lectio e Vespri in casa generalizia!

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Camminare nella fede!

Parrocchia Regina Pacis, Parrocchia Natività di Maria, Parrocchia San Giulio

 

SECONDO  APPUNTAMENTO : IL PERDONO

 

SABATO  16 FEBBRAIO  2019

 

“VISITA- CAMMINATA”

DELLE SETTE CHIESE  in ROMA

(Totale km 18; medio-facile)

 

Partenza: alle 6.15 dalla parrocchia di Regina Pacis (via Federico Torre – vicino alla farmacia). Cerchiamo di essere puntuali.

 

Occorrente: scarpe comode per trekking, borraccia,  vestiti per camminata,  rosario, soldi per fare colazione, biglietti bus (nell’eventualità occorressero), pranzo al sacco.

 

Percorso: Sull’esempio di san Filippo Neri vogliamo vivere questa antica usanza di fare “visita” alle chiese giubilari di Roma pregando, riflettendo e discorrendo insieme, proprio come era solito fare lui il giovedì grasso (il primo pellegrinaggio ufficiale alle Sette Chiese ebbe  inizio il 25 febbraio 1552).Si partirà (dopo averla raggiunta) dalla basilica di san Paolo fuori le Mura, per dirigersi  attraverso la Via delle Sette Chiese alla basilica di San Sebastiano fuori le Mura e da lì arriveremo alla basilica di San  Giovanni in Laterano percorrendo tratti della via Appia. Dalla grande basilica di Roma raggiungeremo in fretta la basilica di Santa Croce in Gerusalemme e poi quella di san Lorenzo fuori le Mura. A quel punto l’ultimo sforzo ci porterà a santa Maria Maggiore ed infine alla basilica di san Pietro in Vaticano. Non dimenticate che non dormiremo sotto il colonnato, per cui resta l’ultimissimo strappo per tornare al punto di partenza di via Federico Torre.

 

Pranzo: al sacco

 

Ritorno: in serata verso le 18.00

 

 

Per informazioni, adesioni e comunicazioni 

potete contattare

p. gigi Franchini al 333 44 24 525

 

mail : gigifranchini13@gmail.com


Libretto delle sette chiese!

 

 

 

 

SABATO  16 FEBBRAIO  2019

 

“VISITA- CAMMINATA”

DELLE SETTE CHIESE  in ROMA

(Totale km 18; medio-facile)

 

Partenza: alle 6.15 dalla parrocchia di Regina Pacis (via Federico Torre – vicino alla farmacia). Cerchiamo di essere puntuali.

 

Occorrente: scarpe comode per trekking, borraccia,  vestiti per camminata,  rosario, soldi per fare colazione, biglietti bus (nell’eventualità occorressero), pranzo al sacco.

 

Percorso: Sull’esempio di san Filippo Neri vogliamo vivere questa antica usanza di fare “visita” alle chiese giubilari di Roma pregando, riflettendo e discorrendo insieme, proprio come era solito fare lui il giovedì grasso (il primo pellegrinaggio ufficiale alle Sette Chiese ebbe  inizio il 25 febbraio 1552).Si partirà (dopo averla raggiunta) dalla basilica di san Paolo fuori le Mura, per dirigersi  attraverso la Via delle Sette Chiese alla basilica di San Sebastiano fuori le Mura e da lì arriveremo alla basilica di San  Giovanni in Laterano percorrendo tratti della via Appia. Dalla grande basilica di Roma raggiungeremo in fretta la basilica di Santa Croce in Gerusalemme e poi quella di san Lorenzo fuori le Mura. A quel punto l’ultimo sforzo ci porterà a santa Maria Maggiore ed infine alla basilica di san Pietro in Vaticano. Non dimenticate che non dormiremo sotto il colonnato, per cui resta l’ultimissimo strappo per tornare al punto di partenza di via Federico Torre.

 

 

 

 

 

 

 

PRIMA TAPPA

 

1 Tappa      distanza      tempo         percorso a piedi

Chiesa di S.Maria Regina Pacis-

Basilica di San Paolo fuori le Mura  K 3,900       48 min        viale Quattro Venti – via Majorana – viale Marconi – ponte Marconi

 

LA BASILICA DI SAN PAOLO FUORI LE MURA

Con la fine delle persecuzioni e la promulgazione degli editti di tolleranza verso il cristianesimo, all’inizio del IV secolo, l’Imperatore Costantino fece fare degli scavi sui luoghi della cella memoriae, ove i Cristiani veneravano la memoria dell’Apostolo San Paolo, decapitato tra il 65 ed il 67, sotto Nerone. E’ su questa tomba, situata sulla via Ostiense, a circa 2 Km fuori le Mura Aureliane che cingono Roma, che fece innalzare una Basilica, consacrata  da Papa Silvestro nel 324.

Ristrutturata ed ingrandita tra il 384 e il 395, sotto gli imperatori Teodosio, Valentiniano II e Arcadio, secondo un vasto piano a 5 navate che si apre su un quadriportico, la Basilica non cesserà lungo i secoli di essere oggetto di abbellimenti e di aggiunte da parte dei Papi, citiamo l’imponente cinta di fortificazioni innalzata contro le invasioni alla fine del IX secolo, il campanile e l’ammirevole porta bizantina del XI secolo, ed ancora i mosaici della facciata di Pietro Cavallini, il bel chiostro dei Vassalletto, il celebre baldacchino gotico di Arnolfo di Cambio e il candelabro pasquale di Nicola d’Angelo e Pietro Vassalletto, del XIII secolo. E’ il momento dell’età d’oro della più grande Basilica di Roma, fino alla consacrazione della nuova Basilica di San Pietro, nel 1626. Questo luogo sacro di pellegrinaggio della cristianità è rinomato per le sue opere artistiche.

Nella notte del 15 luglio 1823, un incendio distrugge questo testimone unico di epoche paleocristiane, bizantine, del Rinascimento e del Barocco. La Basilica viene ricostruita in modo identico, riutilizzando gli elementi risparmiati dal fuoco. Papa Gregorio XVI nel 1840 consacrava l’Altare della Confessione e il transetto.

E gli abbellimenti continuano. Nel 1928 è stato aggiunto il portico dalle 150 colonne. Oggi, è la tomba dell’Apostolo che è venuta alla luce, mentre una serie di importanti lavori traggono beneficio, come in passato, dalla generosità dei cristiani da ogni dove.

La lunga serie di medaglioni rappresenta tutti i Papi della storia, fu iniziata sotto il pontificato di Leone Magno nel V secolo e testimonia qui in modo straordinario la “supremazia riconosciuta dai fedeli di ogni luogo alla grandissima Chiesa costituita a Roma dai due gloriosi Apostoli San Pietro e San Paolo” (San Ireneo, II s.).

San Paolo fuori le Mura è un vasto complesso extra territoriale (Motu Proprio di Papa Benedetto XVI, 30 maggio 2005), amministrato da un Arciprete.

Oltre alla Basilica Papale, l’insieme comprende una Abbazia benedettina molto antica, restaurata da Odon de Cluny nel 936, attiva sotto la direzione del suo abate. I Monaci Benedettini della antichissima Abbazia, edificata presso la Tomba dell’Apostolo da Papa Gregorio II (715-731), favoriscono il ministero della Riconciliazione (o della Penitenza) e la promozione di avvenimenti ecumenici.

E’ lì che, ogni anno, si chiude solennemente nel giorno della Conversione di San Paolo, il 25 gennaio, la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani. Per la sua Basilica, il Papa ha privilegiato due punti: il ministero della Riconciliazione (o della Penitenza) e la promozione di avvenimenti ecumenici.

Il Santo Padre Benedetto XVI, il 28 giugno 2007, ha visitato la Basilica per indire “l’Anno Paolino”, commemorando in tal modo il bimillenario della nascita di San Paolo. L’Anno Paolino si è svolto dal 28 giugno 2008 al 29 giugno 2009.

LA TOMBA DELL’APOSTOLO

Paolo giunge a Roma nel 61, per esservi giudicato. Viene decapitato tra il 65 e il 67. Il suo corpo sarà depositato a due miglia dal luogo del martirio, nell’area sepolcrale che la cristiana Lucina possedeva sulla via Ostiense, facente parte del sepolcreto ivi esistente. Fu possibile seppellire l’Apostolo Paolo in una necropoli romana, anche se cristiano, in quanto cittadino romano. La sua tomba diventa subito oggetto di venerazione, su di essa viene edificata una cella memoriae o tropaeum, memoriale ove, durante questi secoli di persecuzione, si recano a pregare i fedeli e i pellegrini, attingendo le forze per proseguire l’evangelizzazione del grande missionario.

LA LASTRA TOMBALE

A 1,37 m. sotto l’attuale Altare Papale, una lastra di marmo (2,12 m. x 1,27 m.) porta l’iscrizione PAULO APOSTOLO MART… Essa è composta da diversi pezzi. Quello che porta il nome PAULO è munito di tre orifizi, uno rotondo e due quadrati.

IL SARCOFAGO

E’ sopra un sarcofago massiccio di 2,55 m. di lunghezza per 1,25 m. di larghezza e 0,97 m. di altezza che furono elevati gli “Altari della Confessione” successivi. Nel corso di recenti lavori è stata praticata una larga finestra sotto l’Altare Papale, per permettere ai fedeli di poter vedere la Tomba dell’Apostolo.

 

 

1° TRITTICO DEL SETTENARIO : Doni dello Spirito / Vizi / Virtù

La Pietà, l’Ira, la Pazienza

Il vizio è tutto nostro. Nell’ira bestemmiamo ciò che ci manca. Ci sono persone che si lamentano sempre. La virtù della pazienza, invece, è la capacità di benedire l’esistente, attendendo la pienezza che Dio darà.

 

La virtù della pazienza è un nostro reale desiderio e nessuna cultura approva, in realtà, l’ira.

 

Cristo ha il dono della pietà, ha una vita intrisa di pietà, benedice tutto ciò che esiste. Lo vediamo, per esempio, nella moltiplicazione dei pani. Non si adira, bensì pazientemente trasforma ciò che esiste in bene. Così la pietà corrobora la virtù della pazienza.

 

 

Preghiamo insieme (SALMO 6)

Invocazione a Dio nel dolore

 

2 Signore, non punirmi nella tua ira, non castigarmi nel tuo furore.

3 Pietà di me, Signore, sono sfinito; guariscimi, Signore: tremano le mie ossa.

 

4 Trema tutta l'anima mia.

Ma tu, Signore, fino a quando?

5 Ritorna, Signore, libera la mia vita, salvami per la tua misericordia.

 

6 Nessuno tra i morti ti ricorda.

Chi negli inferi canta le tue lodi?

7 Sono stremato dai miei lamenti, ogni notte inondo di pianto il mio giaciglio,

bagno di lacrime il mio letto.

 

8 I miei occhi nel dolore si consumano, invecchiano fra tante mie afflizioni.

 

9 Via da me, voi tutti che fate il male: il Signore ascolta la voce del mio pianto.

 

10 Il Signore ascolta la mia supplica, il Signore accoglie la mia preghiera.

 

11 Si vergognino e tremino molto tutti i miei nemici, tornino indietro e si vergognino all'istante.

 

 

 

SECONDA TAPPA

 

2 Tappa      Distanza     Tempo        percorso a piedi

Basilica di San Paolo fuori le Mura – Basilica di San Sebastiano fuori le Mura  Km 3,600    47 min   via delle Sette Chiese

 

LA BASILICA DI SAN SEBASTIANO FUORI LE MURA

Originariamente denominata Basilica Apostolorum, fu costruita per volere dell’Imperatore Costantino nel IV secolo d.C. in onore degli Apostoli Pietro e Paolo. Infatti, secondo la tradizione della Chiesa, durante le persecuzioni di Valeriano (III secolo d.C.), le reliquie degli Apostoli furono qui nascoste e venerate per circa cinquant’anni. Nel corso del tempo la venerazione a San Sebastiano, martire-soldato al tempo di Diocleziano, sepolto nella catacomba, ha prevalso nella denominazione del cimitero e della Basilica, oggi a lui dedicata vox populi. Nel corso della storia la chiesa ha ricevuto anche l’attributo ad catacumbas per la presenza delle catacombe, mentre l’attributo fuori le mura è in riferimento al fatto che la chiesa si trova al di fuori delle Mura Aureliane e serviva a distinguerla dalla chiesa di San Sebastiano al Palatino.

 

L'interno

All’interno della Basilica si possono ammirare: il Salvator Mundi, ultimo capolavoro di Gian Lorenzo Bernini del 1679; l’altare maggiore, eretto su un sarcofago del V secolo d.C.; la Cappella delle Reliquie, commissionata da Massimiliano I duca di Baviera nel 1625, che conserva una freccia del martirio di San Sebastiano, la colonna cui fu legato e la pietra dell’episodio del “Quo Vadis?”, che - secondo la tradizione - reca impresse le impronte dei piedi del Cristo, quando apparve a Pietro che fuggiva da Roma per evitare il martirio.

La Cappella di San Sebastiano fu commissionata dal Cardinale Francesco Barberini nel 1672 e disegnata da Ciro Ferri; la statua di San Sebastiano è di Giuseppe Giorgetti su disegno sempre del Ferri. La Cappella Albani fu invece fatta erigere da papa Clemente XI per la sua famiglia nel 1706: è rivestita in preziosi marmi policromi, con decorazioni dedicate al papa martire San Fabiano (236-250).

 La chiesa vanta un notevole soffitto ligneo intagliato, eseguito da Annibale Durante sul disegno attribuito a Giovanni Vasanzio, nel 1612.

 

 

2° TRITTICO DEL SETTENARIO : Doni dello Spirito / Vizi / Virtù

La Scienza, la Lussuria, la Castità

Il dono della scienza è la capacità di conoscere e guardare l’altro come Cristo lo guarda.

 

Nella lussuria noi facciamo dell’altro un oggetto, una nostra proiezione.

 

Nella castità, invece, lo amiamo realmente. Comprendiamo il valore della castità non appena diventiamo padri di una ragazza: un padre non può tollerare che sua figlia sia solo un oggetto da accaparrare e usare da parte di qualcuno. L’amore guarda l’altro così come lo guarda Dio. La scienza, così, corrobora la virtù e ci insegna a guardare le donne e gli uomini così come Cristo li guardava.

 

 

Preghiamo insieme (SALMO31)

Preghiera fiduciosa nella prova

 

1 2 In te, Signore, mi sono rifugiato, mai sarò deluso;

difendimi per la tua giustizia.

3 Tendi a me il tuo orecchio,

vieni presto a liberarmi. Sii per me una roccia di rifugio, un luogo fortificato che mi salva.

 

4 Perché mia rupe e mia fortezza tu sei, per il tuo nome guidami e conducimi.

5 Scioglimi dal laccio che mi hanno teso, perché sei tu la mia difesa.

 

6 Alle tue mani affido il mio spirito; tu mi hai riscattato, Signore, Dio fedele.

 

7 Tu hai in odio chi serve idoli falsi, io invece confido nel Signore.

 

8 Esulterò e gioirò per la tua grazia,  perché hai guardato alla mia miseria, hai conosciuto le angosce della mia vita;

 

9 non mi hai consegnato nelle mani del nemico, hai posto i miei piedi in un luogo spazioso.

 

10 Abbi pietà di me, Signore, sono nell'affanno; per il pianto si consumano i miei occhi, la mia gola e le mie viscere.

 

11 Si logora nel dolore la mia vita, i miei anni passano nel gemito; inaridisce per la pena il mio vigore e si consumano le mie ossa.

 

12 Sono il rifiuto dei miei nemici

e persino dei miei vicini, il terrore dei miei conoscenti; chi mi vede per strada mi sfugge.

 

13 Sono come un morto, lontano dal cuore; sono come un coccio da gettare.

 

14 Ascolto la calunnia di molti: «Terrore all'intorno!», quando insieme contro di me congiurano,

tramano per togliermi la vita.

 

15 Ma io confido in te, Signore;

dico: «Tu sei il mio Dio, 16 i miei giorni sono nelle tue mani».

 

Liberami dalla mano dei miei nemici e dai miei persecutori: 17 sul tuo servo fa' splendere il tuo volto, salvami per la tua misericordia.

 

18 Signore, che io non debba vergognarmi per averti invocato;

si vergognino i malvagi, siano ridotti al silenzio negli inferi.

 

19 Tacciano le labbra bugiarde,

che dicono insolenze contro il giusto con orgoglio e disprezzo.

 

20 Quanto è grande la tua bontà, Signore! La riservi per coloro che ti temono, la dispensi, davanti ai figli dell'uomo, a chi in te si rifugia.

 

21 Tu li nascondi al riparo del tuo volto, lontano dagli intrighi degli uomini; li metti al sicuro nella tua tenda, lontano dai litigi delle lingue.

 

22 Benedetto il Signore, che per me ha fatto meraviglie di grazia

in una città fortificata.

 

23 Io dicevo, nel mio sgomento:

»Sono escluso dalla tua presenza».

Tu invece hai ascoltato la voce della mia preghiera quando a te gridavo aiuto.

 

24 Amate il Signore, voi tutti suoi fedeli; il Signore protegge chi ha fiducia in lui e ripaga in abbondanza chi opera con superbia.

 

25 Siate forti, rendete saldo il vostro cuore, voi tutti che sperate nel Signore.

 

 

 

 

TERZA TAPPA

 

3 Tappa      distanza      tempo         percorso a piedi

Basilica di San Sebastiano fuori le Mura  –               Basilica di San Giovanni in Laterano Km 4,200 53 min        via Appia Antica – via Cilicia – via Acaia – via Magna Grecia – via Sannio

 

LA BASILICA DI SAN GIOVANNI IN LATERANO

La basilica di San Giovanni in Laterano o cattedrale di Roma (nome completo: Arcibasilica Papale del Santissimo Salvatore e dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista in Laterano[1]) è la cattedrale della diocesi di Roma, attualmente retta da papa Francesco tramite il cardinale Angelo De Donatis.

È la prima delle quattro basiliche papali maggiori e la più antica e importante basilica d'Occidente[2]. Sita sul colle del Celio, la basilica e il vasto complesso circostante (comprendente il Palazzo Pontificio del Laterano, il Palazzo dei Canonici, il Pontificio Seminario Romano Maggiore e la Pontificia Università Lateranense) godono dei privilegi di extraterritorialità riconosciuti dallo Stato italiano alla Santa Sede che pertanto ne ha la piena ed esclusiva giurisdizione.

La denominazione ufficiale è "Arcibasilica Papale del Santissimo Salvatore e dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista in Laterano"[1]. Papa Silvestro I, nel IV secolo, la dedicò al Santissimo Salvatore; poi papa Sergio III, nel IX secolo, aggiunse la dedica a San Giovanni Battista; infine papa Lucio II, nel XII secolo, incluse anche San Giovanni Evangelista[1]. È detta "arcibasilica" perché è la più importante delle quattro basiliche papali maggiori[3]; più precisamente, ha il titolo onorifico di Omnium Urbis et Orbis Ecclesiarum Mater et Caput, ovvero Madre e Capo di tutte le chiese nella città e nel mondo[4]. È detta infine "in Laterano", o "lateranense"; Lateranus era un cognomen della gens Claudia[5], e nella zona dove sorse la basilica si trovavano dei possedimenti (horti) di quella famiglia.

Il battistero del Laterano, con la sua pianta ottagonale, si leva separato dalla basilica. È stato fondato da papa Sisto III, forse su una struttura precedente, dato che una leggenda dice che Costantino I fosse stato battezzato là e avesse arricchito la struttura; in realtà fu battezzato in oriente, da un vescovo ariano. Questo Battistero è stato per molte generazioni l'unico Battistero a Roma e la sua struttura ottagonale, concentrata sul grande bacino per le immersioni complete, ha fornito un modello per altri battisteri per tutta l'Italia e perfino il motivo iconico per la cosiddetta "fontana di vita" dei manoscritti miniati.

 

 

3° TRITTICO DEL SETTENARIO : Doni dello Spirito / Vizi / Virtù

Il Consiglio, l’Avarizia, la Prodigalità

 

Dinanzi ad un bivio serve un Consiglio per decidersi. Chi ha avuto questo dono del consiglio? Cristo a Cafarnao, quando gli dicono di tornare in città, risponde che bisogna andare a predicare altrove. Egli ha il dono del consiglio che guida le decisioni.

 

Noi siamo spesso nell’Avarizia: non prendiamo una decisione, perché prenderla vuol dire rinunciare a qualcosa. Nel momento vocazionale, molti sono paralizzati dalla rinuncia.

 

Invece la Prodigalità è la virtù del saper rinunciare a qualcosa, quando si è stati ben consigliati, quando si è compreso che qualcosa è la volontà di Dio.

 

Preghiamo insieme (SALMO37)

La sorte del giusto e dell'empio

 

Non irritarti a causa dei malvagi,  non invidiare i malfattori. 2 Come l'erba presto appassiranno; come il verde del prato avvizziranno.

 Confida nel Signore e fa' il bene:

abiterai la terra e vi pascolerai con sicurezza.

4 Cerca la gioia nel Signore:

esaudirà i desideri del tuo cuore.

5 Affida al Signore la tua via,

confida in lui ed egli agirà:

 

6 farà brillare come luce la tua giustizia, il tuo diritto come il mezzogiorno.

7 Sta' in silenzio davanti al Signore e spera in lui;

non irritarti per chi ha successo,

per l'uomo che trama insidie.

8 Desisti dall'ira e deponi lo sdegno, non irritarti: non ne verrebbe che male;

9 perché i malvagi saranno eliminati, ma chi spera nel Signore avrà in eredità la terra.

10 Ancora un poco e il malvagio scompare: cerchi il suo posto, ma lui non c'è più.

11 I poveri invece avranno in eredità la terra e godranno di una grande pace.

12 Il malvagio trama contro il giusto, contro di lui digrigna i denti.

13 Ma il Signore ride di lui,

perché vede arrivare il suo giorno.

14 I malvagi sfoderano la spada e tendono l'arco per abbattere il povero e il misero, per uccidere chi cammina onestamente.

15 Ma la loro spada penetrerà nel loro cuore e i loro archi saranno spezzati.

16 È meglio il poco del giusto

che la grande abbondanza dei malvagi;

17 le braccia dei malvagi saranno spezzate, ma il Signore è il sostegno dei giusti.

18 Il Signore conosce i giorni degli uomini integri: la loro eredità durerà per sempre.

19 Non si vergogneranno nel tempo della sventura e nei giorni di carestia saranno saziati.

20 I malvagi infatti periranno,

i nemici del Signore svaniranno; come lo splendore dei prati, in fumo svaniranno.

21 Il malvagio prende in prestito e non restituisce, ma il giusto ha compassione e dà in dono.

 

22 Quelli che sono benedetti dal Signore avranno in eredità la terra, ma quelli che sono da lui maledetti saranno eliminati.

23 Il Signore rende sicuri i passi dell'uomo e si compiace della sua via.

24 Se egli cade, non rimane a terra,

perché il Signore sostiene la sua mano.

 

25 Sono stato fanciullo e ora sono vecchio: non ho mai visto il giusto abbandonato né i suoi figli mendicare il pane;

 

26 ogni giorno egli ha compassione e dà in prestito, e la sua stirpe sarà benedetta.

27 Sta' lontano dal male e fa' il bene e avrai sempre una casa.

28 Perché il Signore ama il diritto

e non abbandona i suoi fedeli.

Gli ingiusti saranno distrutti per sempre e la stirpe dei malvagi sarà eliminata.

 

29 I giusti avranno in eredità la terra e vi abiteranno per sempre.

30 La bocca del giusto medita la sapienza e la sua lingua esprime il diritto; 31 la legge del suo Dio è nel suo cuore: i suoi passi non vacilleranno.

32 Il malvagio spia il giusto

e cerca di farlo morire.

33 Ma il Signore non lo abbandona alla sua mano, nel giudizio non lo lascia condannare.

34 Spera nel Signore e custodisci la sua via: egli t'innalzerà perché tu erediti la terra; tu vedrai eliminati i malvagi.

35 Ho visto un malvagio trionfante,

gagliardo come cedro verdeggiante;36 sono ripassato ed ecco non c'era più, l'ho cercato e non si è più trovato.

37 Osserva l'integro, guarda l'uomo retto: perché avrà una discendenza l'uomo di pace.

38 Ma i peccatori tutti insieme saranno eliminati, la discendenza dei malvagi sarà sterminata.

39 La salvezza dei giusti viene dal Signore: nel tempo dell'angoscia è loro fortezza.

40 Il Signore li aiuta e li libera,

li libera dai malvagi e li salva,

perché in lui si sono rifugiati.

 

 

 

 

QUARTA TAPPA

 

4  tappa      distanza      tempo         percorso a piedi

Basilica di San Giovanni in Laterano –      Basilica di Santa Croce in Gerusalemme   Km 0,850         13 min        via Carlo Felice

 

 

LA BASILICA DI SANTA CROCE IN GERUSALEMME

La Basilica di Santa Croce in Gerusalemme si trova a Roma, nel Rione Esquilino, a ridosso delle Mura Aureliane e dell'Anfiteatro Castrense, tra la Basilica di San Giovanni in Laterano e Porta Maggiore. Santa Croce fa parte del percorso di visita delle Sette Chiese che i pellegrini anticamente visitavano a piedi.

All’epoca dell’imperatore Augusto la zona dell’Esquilino era periferica e a carattere residenziale; fu scelta dagli imperatori Severi, nel III sec. d.C. per costruire la residenza imperiale che comprendeva un palazzo, il Circo Variano e l'Anfiteatro Castrense, poi incluso nelle Mura Aureliane costruite tra il 271 e il 275 d.C.

Per volontà dell'imperatore Costantino il palazzo venne ristrutturato e gli fu attribuito il nome di “Sessorium”; nel 324, quando Costantino trasferì la capitale dell’impero a Costantinopoli, la residenza restò proprietà di sua madre Elena e subì molte modifiche fra cui la più importante fu la trasformazione di una parte del complesso residenziale in una cappella atta a contenere le reliquie della Croce, rinvenute dalla sovrana sul Monte Calvario. Tale cappella divenne poi il nucleo dell’attuale basilica di S. Croce, per questo chiamata in origine “Basilica Eleniana” o “Sessoriana”.

Nell'VIII secolo la basilica venne restaurata sotto i papi Gregorio II e Adriano I. Nel XII secolo, con Lucio II, la chiesa subisce il primo radicale intervento di adattamento secondo lo stile romanico, e viene creata una struttura a tre navate con l'aggiunta di un campanile a torre e di un portico.

Numerosi sono stati i lavori di restauro e le modifiche nel corso dei secoli: fra di essi si devono ricordare quelli effettuati dal Cardinal Mendoza ( 1478-1495) a cui è legato anche il ritrovamento, in una cassetta murata nell’arco absidale della chiesa, del Titulus Crucis. La tavoletta lignea inscritta ( un tempo posta sulla Croce di Gesù Cristo) è ancora visibile all’interno della Basilica.

 

L’aspetto attuale risale al Settecento. Gli architetti Pietro Passalacqua e Domenico Gregorini, su commissione di papa Benedetto XIV, cardinale titolare di Santa Croce, modificarono l’interno e l’esterno della Basilica, costruendo un atrio ellittico e sostituendo la facciata medievale con una moderna in travertino. Nella nuova facciata si alternano, con un sapiente effetto scenografico, volumi concavi e convessi secondo lo stile barocco.

Nelle vicinanze della Basilica, adiacente alle mura dell’anfiteatro Castrense, sorge anche la cosiddetta “ Cappella della Madonna del Buon Aiuto”. Si tramanda infatti che in questo luogo, a ridosso delle Mura Aureliane, papa Sisto IV trovò rifugio durante un violentissimo temporale. Il nome conferito alla cappella commemora dunque il soccorso che la Madonna avrebbe offerto al pontefice in tale circostanza.

 

 

4° TRITTICO DEL SETTENARIO : Doni dello Spirito / Vizi / Virtù

La Fortezza, l’Accidia, il Fervore

 

Cristo ha il dono della fortezza. Ha il dono di essere “quercia”, di reggere il colpo.

 

Il vizio dell’accidia si manifesta nelle disavventure: quando arrivano, non gioco più, mi ritiro dal gioco.

 

Il fervore è un desiderio, ma a volte viene a mancare, se non ci viene fatto da Cristo il dono della fortezza.

 

 

 

 

Preghiamo insieme (SALMO 50 )

 

Parla il Signore, Dio degli dèi,

convoca la terra da oriente a occidente. 2 Da Sion, bellezza perfetta, Dio risplende.

3 Viene il nostro Dio e non sta in silenzio; davanti a lui un fuoco divorante, intorno a lui si scatena la tempesta. 4 Convoca il cielo dall'alto e la terra per giudicare il suo popolo:

 

5 »Davanti a me riunite i miei fedeli, che hanno stabilito con me l'alleanza offrendo un sacrificio».

6 I cieli annunciano la sua giustizia: è Dio che giudica.

 

7 »Ascolta, popolo mio, voglio parlare, testimonierò contro di te, Israele! Io sono Dio, il tuo Dio!

 

8 Non ti rimprovero per i tuoi sacrifici, i tuoi olocausti mi stanno sempre davanti.

 

9 Non prenderò vitelli dalla tua casa né capri dai tuoi ovili. 10 Sono mie tutte le bestie della foresta, animali a migliaia sui monti.

 

11 Conosco tutti gli uccelli del cielo, è mio ciò che si muove nella campagna.

 

12 Se avessi fame, non te lo direi:

mio è il mondo e quanto contiene.

13 Mangerò forse la carne dei tori?

Berrò forse il sangue dei capri?

14 Offri a Dio come sacrificio la lode e sciogli all'Altissimo i tuoi voti; 15 invocami nel giorno dell'angoscia: ti libererò e tu mi darai gloria».

 

16 Al malvagio Dio dice: »Perché vai ripetendo i miei decreti e hai sempre in bocca la mia alleanza,

17 tu che hai in odio la disciplina

e le mie parole ti getti alle spalle?

 

18 Se vedi un ladro, corri con lui

e degli adùlteri ti fai compagno.

19 Abbandoni la tua bocca al male

e la tua lingua trama inganni.

 

20 Ti siedi, parli contro il tuo fratello, getti fango contro il figlio di tua madre.

 

21 Hai fatto questo e io dovrei tacere? Forse credevi che io fossi come te! Ti rimprovero: pongo davanti a te la mia accusa.

 

22 Capite questo, voi che dimenticate Dio, perché non vi afferri per sbranarvi  e nessuno vi salvi.

23 Chi offre la lode in sacrificio, questi mi onora; a chi cammina per la retta via mostrerò la salvezza di Dio».

 

 

 

QUINTA TAPPA

 

5 tappa       distanza      tempo         percorso a piedi

Basilica di  Santa Croce in Gerusalemme –

Basilica di San Lorenzo fuori le Mura        Km 2,500    30 min        via Eleniana – piazzale Labicano – viale dello Scalo San Lorenzo – via dei Reti – via dei Piceni – via del Verano

 

LA BASILICA DI SAN LORENZO FUORI LE MURA

La primitiva basilica (Basilica maior) fu eretta nel IV secolo dall'imperatore Costantino I vicino alla tomba del martire Lorenzo, come altre basiliche cimiteriali della stessa epoca (San Sebastiano sulla via Appia, Sant'Agnese fuori le mura, Santi Marcellino e Pietro, presso Torpignattara). Proprio sopra la tomba fu contemporaneamente costruito un piccolo oratorio.

L'oratorio fu rimpiazzato da una nuova chiesa all'epoca di papa Pelagio II (579-590). Per un certo periodo coesistettero dunque la Basilica maior costantiniana, che in un momento imprecisato fu dedicata alla Madonna, e una "basilica minore", pelagiana. Tra il IX e il XII secolo, tuttavia, la basilica costantiniana fu probabilmente abbandonata. Papa Onorio III, in occasione forse dell'incoronazione di Pietro II di Courtenay come imperatore latino di Costantinopoli, nel 1217, iniziò grandi lavori di ampliamento della basilica di Pelagio II: la chiesa fu prolungata verso ovest, abbattendo la vecchia abside, l'orientamento fu ribaltato e la vecchia basilica divenne il presbiterio rialzato della nuova chiesa, che presenta ancora oggi un pavimento più alto nella navata centrale.

La nuova basilica era decorata da affreschi che illustravano la vita di san Lorenzo e di santo Stefano, il primo martire cristiano, sepolto sotto l'altare maggiore insieme al santo titolare della chiesa.

La basilica di San Lorenzo fuori le Mura fu sede del patriarca latino di Gerusalemme dal 1374 al 1847, anno in cui Papa Pio IX ripristinò la sede a Gerusalemme.

La chiesa subì trasformazioni nel periodo barocco, ma le aggiunte furono eliminate con il restauro dell'architetto Virginio Vespignani tra il 1855 e il 1864. Il 19 luglio 1943, durante la seconda guerra mondiale, la chiesa fu gravemente colpita durante il primo bombardamento alleato su Roma. Dopo la distruzione bellica, la basilica fu ricostruita e restaurata con il materiale originale: i restauri, terminati nel 1948, permisero l'eliminazione di strutture aggiunte nel XIX secolo, tuttavia gli antichi affreschi della parte superiore della facciata erano irrimediabilmente perduti.

Nel 1957 furono effettuati saggi di scavo in corrispondenza del muro del cimitero del Verano: le indagini permisero di riconoscere i resti della basilica costantiniana: un grande edificio a circo, a tre navate separate da colonne. Scavi effettuati sotto la basilica hanno portato alla luce numerosi ambienti e cripte.

La chiesa è amministrata da frati cappuccini, ed è sede di parrocchia, istituita il 4 luglio 1709 con il decreto del cardinale vicario Gaspare Carpegna “De cuiuslibet statuta”. La parrocchia fu affidata in origine ai Canonici Regolari Lateranensi, ma nel 1855 passò ai cappuccini.

5° TRITTICO DEL SETTENARIO : Doni dello Spirito / Vizi / Virtù

L’Intelletto, l’Invidia, la Carità fraterna

 

Il dono dell’intelletto consiste nell’accorgermi della presenza dell’altro, nel saper vedere che egli c’è.

 

Nell’invidia lo vedo sempre come un nemico.

 

Nell’amore fraterno riesco, invece, a vederlo come fratello.

Cristo ha il dono dell’intelletto e ci dona di amarci gli uni gli altri. “Come io vi ho amati”.

 

 

Preghiamo insieme (SALMO 101 )

Solenne impegno del re per la giustizia

 

 

Amore e giustizia io voglio cantare, voglio cantare inni a te, Signore.

 

2 Agirò con saggezza nella via dell'innocenza: quando a me verrai? Camminerò con cuore innocente dentro la mia casa.

 

3 Non sopporterò davanti ai miei occhi azioni malvagie, detesto chi compie delitti: non mi starà vicino.

 

4 Lontano da me il cuore perverso, il malvagio non lo voglio conoscere.

 

5 Chi calunnia in segreto il suo prossimo io lo ridurrò al silenzio;

chi ha occhio altero e cuore superbo non lo potrò sopportare.

 

6 I miei occhi sono rivolti ai fedeli del paese perché restino accanto a me: chi cammina nella via dell'innocenza, costui sarà al mio servizio.

 

7 Non abiterà dentro la mia casa

chi agisce con inganno, chi dice menzogne non starà alla mia presenza.

 

8 Ridurrò al silenzio ogni mattino

tutti i malvagi del paese, per estirpare dalla città del Signore

quanti operano il male.

 

 

 

 

SESTA TAPPA

 

6 tappa       distanza      tempo         percorso a piedi

Basilica di San Lorenzo fuori le Mura –

Basilica Papale di Santa Maria Maggiore  Km 2,700    36 min        via Tiburtina – via Santa Bibiana – via Bixio – via Principe Eugenio – piazza Vittorio Emanuele II – via Carlo Alberto

 

LA BASILICA DI SANTA MARIA MAGGIORE

La Patriarcale Basilica di S. Maria Maggiore è un autentico gioiello ricco di bellezze dal valore inestimabile. Da circa sedici secoli domina la città di Roma: tempio mariano per eccellenza e culla della civiltà artistica, rappresenta un punto di riferimento per i cives mundi che da ogni parte del globo giungono nella Città Eterna per gustare ciò che la Basilica offre attraverso la sua monumentale grandezza.

Sola, tra le maggiori basiliche di Roma, a conservare le strutture originali del suo tempo, sia pure arricchite di aggiunte successive, presenta al suo interno alcune particolarità che la rendono unica: i mosaici della navata centrale e dell'Arco trionfale risalenti al V secolo d.C. realizzati durante il pontificato di Sisto III (432-440) e quelli dell'Abside la cui esecuzione fu affidata al frate francescano Jacopo Torriti per ordine di Papa Niccolò IV (1288-1292); il pavimento "cosmatesco" donato dai cavalieri Scoto Paparone e figlio nel 1288; il soffitto cassettonato in legno dorato disegnato da Giuliano San Gallo (1450); il Presepe del XIII sec.di Arnolfo da Cambio; le numerose cappelle (da quella Borghese a quella Sistina, dalla cappella Sforza a quella Cesi, da quella del Crocifisso a quella quasi scomparsa di San Michele); l'Altare maggiore opera di Ferdinando Fuga e successivamente arricchito dal genio di Valadier; infine, la Reliquia della Sacra Culla e il Battistero. Ogni colonna, ogni quadro, ogni scultura, ogni singolo tassello di questa Basilica compendiano storicità e sentimenti religiosi.

Dal pellegrino devoto raccolto in preghiera al semplice appassionato di arte, emozionato dalle opere dei geni artistici, potranno gustare intimamente le emozioni che questo luogo così sacro offrirà loro.

L'incontro con la Basilica liberiana, dal nome di Papa Liberio, è un'esperienza che arricchisce umanamente e spiritualmente: non è raro, infatti, cogliere i visitatori in atteggiamento di ammirazione verso la coinvolgente bellezza delle sue opere così come è d'altro canto visibile constatare la devozione di tutte quelle persone che di fronte all'immagine di Maria, qui venerata con il dolce titolo di "Salus Populi Romani", cercano conforto e sollievo.

Il 5 agosto di ogni anno viene rievocato, attraverso una solenne Celebrazione, il "Miracolo della Nevicata": di fronte agli occhi commossi dei partecipanti una cascata di petali bianchi discende dal soffitto ammantando l'ipogeo e creando quasi un'unione ideale tra l'assemblea e la Madre di Dio.

Il Santo Padre Giovanni Paolo II fin dall'inizio del suo pontificato ha voluto che una lampada ardesse giorno e notte sotto l'icona della Salus, a testimonianza della sua grande devozione per la Madonna. Lo stesso Papa, l'8 dicembre del 2001, ha inaugurato un'altra perla preziosa della Basilica: il Museo, luogo dove la modernità delle strutture e l'antichità dei capolavori esposti offrono al visitatore un "panorama" unico.

I numerosi tesori in essa contenuti rendono S. Maria Maggiore un luogo dove arte e spiritualità si fondono in un connubio perfetto offrendo ai visitatori quelle emozioni uniche proprie delle grandi opere dell'uomo ispirate da Dio.

 

        

6° TRITTICO DEL SETTENARIO : Doni dello Spirito / Vizi / Virtù

La sapienza, la Superbia, l’Umiltà

 

Cristo è la sapienza: «Imparate da me che sono umile e mite di cuore». Cristo è umile.

 

Noi, invece, siamo superbi. Ed è il nostro desiderio sconfiggere la superbia: non appena uno ha una venatura di superbia ci appare repellente.

 

L’umiltà è già teologica, ma il dono della sapienza la porta a compimento.

 

 

Preghiamo insieme (SALMO 129 )

Invocazione a Dio contro i nemici d'Israele

 

 

Quanto mi hanno perseguitato fin dalla giovinezza - lo dica Israele -, 2 quanto mi hanno perseguitato fin dalla giovinezza, ma su di me non hanno prevalso!

 

3 Sul mio dorso hanno arato gli aratori, hanno scavato lunghi solchi.  4 Il Signore è giusto: ha spezzato le funi dei malvagi.

 

5 Si vergognino e volgano le spalle

tutti quelli che odiano Sion.

 

6 Siano come l'erba dei tetti:

prima che sia strappata, è già secca; 7 non riempie la mano al mietitore né il grembo a chi raccoglie covoni.

 

8 I passanti non possono dire:

»La benedizione del Signore sia su di voi, vi benediciamo nel nome del Signore».

 

 

SETTIMA TAPPA

 

7 tappa       distanza      Tempo        percorso a piedi

Basilica di Santa Maria Maggiore –

Basilica di San Pietro    Km 3,500    44 min        via Liberiana – via Cavour – via Panisperna –via Magnanapoli – via Quattro Novembre – piazza Venezia – via del Plebiscito – Corso Vittorio Emanuele II

 

LA BASILICA DI SAN PIETRO IN VATICANO

Chi entra nella Basilica di San Pietro resta impressionato dalle dimensioni dell'edificio: il pavimento di marmo copre una superficie di  due ettari e duecento metri; la navata centrale è lunga centottantasei metri e trentasei centimetri;  (la Cattedrale di Parigi è lunga centotrenta metri e la Cattedrale di New York e lunga soltanto centouno metri!); il baldacchino bronzeo del Bernini è alto trenta metri (quanto un palazzo di dieci piani!);  e le pietre usate per la costruzione della Basilica sono incalcolabili.

Ma ... in verità, nella Basilica di San Pietro c'è una sola "pietra"; anzi, c'è una persona alla quale Gesù ha dato il nome di "pietra". Attorno a questa "persona-pietra" è nata la Basilica e a questa "persona-pietra" è diretta l'attenzione e la devozione di coloro che entrano nel Tempio.

Ma, chi è Pietro? Perchè la sua persona è così importante? Ci risponde il racconto dei vangeli. L'evangelista Giovanni riferisce che, quando Gesù incontrò il pescatore Simone per la prima volta, gli disse subito: "Ti chiamerai Kefas (= pietra, roccia; poi il nome è diventato "Pietro")" (Gv 1, 42).

Simone certamente non poté subito capire il significato del cambiamento del nome, ma Gesù aveva un progetto ben preciso. E un giorno, mentre si trovava con gli apostoli vicino alle sorgenti del Giordano, in risposta alla bella professione di fede di Simone, Gesù disse: "Tu sei Pietro e su questa pietra io edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa" (Mt 16,18).

L'intenzione di Gesù è chiara: Egli vuole che la Sua Chiesa abbia un punto di riferimento che garantisca l'unità dei discepoli, nonostante le spinte disgregatrici dell'orgoglio umano. E questo punto di riferimento, questa roccia sulla quale Gesù si impegna a costruire la Sua Chiesa è Pietro.

Nell'ora della passione - lo raccontano lucidamente i Vangeli - Pietro ebbe un momento di fragilità e cadde nel baratro del rinnegamento. Ma Pietro ebbe l'umiltà di piangere e di chiedere perdono: e Gesù fu felice di perdonarlo!

Non solo. Gesù riconfermò Pietro nel ruolo che aveva pensato per lui.

Infatti, dopo la Risurrezione, lungo le rive del lago di Galilea, Gesù per tre volte disse a Pietro: "Pasci i miei agnelli" (Gv 21,15); "Pasci le mie pecorelle" (Gv 21,16); "Pasci le mie pecorelle" (Gv 21,17). E aggiunse: “In verità, in verità ti dico: quando eri più giovane ti cingevi la veste da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio, tenderai le tue mani e un altro ti cingerà la veste e ti porterà dove tu non vuoi" (Gv 21,18). L'evangelista Giovanni commenta: "Questo gli disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio" (Gv 21,19).

Le parole profetiche di Gesù si sono compiute a Roma, sul colle Vaticano, durante la persecuzione di Nerone negli anni 64-67 dopo Cristo. Qui, sul colle Vaticano, Pietro ha versato il sangue della sua fedeltà a Gesù; qui, sul colle Vaticano, Pietro è morto crocifisso, come il suo Maestro; qui, sul colle Vaticano, poco distante dal circo di Nerone, Pietro è stato sepolto e, sul luogo della sua sepoltura, oggi sorge l'altare papale circondato dalla grande Basilica; qui, infine, Pietro, insieme al sangue che ha bagnato le zolle di Roma, ha lasciato l'eredità della sua missione nella Chiesa. E, infatti, il Vescovo di Roma è il successore di Pietro; e la Cattedra del Vescovo di Roma subito è stata chiamata la "Cattedra di Pietro".

Abercio, Vescovo di Ierapoli nella Frigia (attuale Turchia), sul finire del II secolo scrisse: "Lui (= Gesù ) mi mandò a Roma a contemplare la reggia, a vedere la Regina dal manto e dai sandali d'oro". Perchè Abercio chiama "Regina" la Chiesa di Roma? Evidentemente perchè in essa continua la missione di Pietro, che, per volere di Gesù, deve pascere e tenere in unità tutto il gregge.

Sempre sul finire del II secolo, Sant'Ireneo, Vescovo di Lione, scrive: "Con questa Chiesa (= la Chiesa di Roma), per la sua maggiore autorità deve accordarsi ogni Chiesa, cioè i fedeli che provengono da ogni parte" (Adversus Haereres, Libro III). Perchè ogni Chiesa deve accordarsi con la Chiesa di Roma? C'è una sola possibile spiegazione: la Chiesa di Roma è la Chiesa di Pietro; è la Chiesa nella quale continua la missione di Pietro.

La visita alla Basilica di San Pietro aiuti ogni pellegrino a sentire la voce potente del sangue di Pietro, il quale, superata ogni paura, qui, nel circo di Nerone disse a Gesù con la forza del martirio: "Signore, Tu sai tutto! Tu sai che io ti amo!" (Gv 21,17). Oggi noi siamo chiamati a ripetere le meravigliose parole di Pietro con la fedeltà della nostra vita al Vangelo di Gesù.

 

 

 

7° TRITTICO DEL SETTENARIO : Doni dello Spirito / Vizi / Virtù

Il Timor di Dio, Gola, Astinenza

 

L’astinenza è la capacità di porsi dei confini. Senza confini, in realtà, non sei libero. Una nazione è libera solo quando sa difendere i propri confini. L’aver paura di uscire dai limiti è una cosa sana. Esiste, cioè , una valenza positiva della paura.

 

Così la gola è l’incapacità di porsi dei confini, mentre l’astinenza è la capacità di essere liberi, sapendoli porre.

 

Soprattutto è da sottolineare che chi era veramente dotato del timor di Dio era Cristo. Cristo aveva il timore di non fare la volontà di Dio. Perciò nella sua vita sapeva godere delle cose, ma anche rinunciare ad esse, a seconda della volontà di Dio.

 

Preghiamo insieme (SALMO  142 )

Invocazione a Dio nella tribolazione

 

 

2 Con la mia voce grido al Signore,

con la mia voce supplico il Signore;

3 davanti a lui sfogo il mio lamento,

davanti a lui espongo la mia angoscia, 4 mentre il mio spirito viene meno.

 

Tu conosci la mia via: nel sentiero dove cammino mi hanno teso un laccio.

 

5 Guarda a destra e vedi: nessuno mi riconosce. Non c'è per me via di scampo, nessuno ha cura della mia vita.

6 Io grido a te, Signore!

Dico: «Sei tu il mio rifugio,

sei tu la mia eredità nella terra dei viventi».

 

7 Ascolta la mia supplica

perché sono così misero!

Liberami dai miei persecutori

perché sono più forti di me.

 

8 Fa' uscire dal carcere la mia vita, perché io renda grazie al tuo nome; i giusti mi faranno corona

quando tu mi avrai colmato di beni.

 

 

 

tappa distanza      tempo         percorso a piedi

Basilica di San Pietro –

Chiesa di Santa Maria Regina Pacis Km 2,800    36 min        Via delle Mura Aurelie – porta San Pancrazio – via Carini

TOTALE    Km 24,050  5 h 07 min 

 

 

PROSSIMA CAMMINATA

SABATO 16 MARZO 2019:   FEDELTA’

Ciclovia dei laghi di Bracciano e Martignano:

 

9 km  (facile)


VIAGGIO  A  BRESCIA  (MAIRANO)

IN  OCCASIONE  DELLA

ORDINAZIONE SACERDOTALE  DI  P.  ERASMO

SABATO 23 – DOMENICA  24 FEBBRAIO 2019

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PROGRAMMA:

·        PARTENZA DA REGINA PACIS IN PULLMAN  ORE 6,30

·        PRANZO AL SACCO DURANTE IL VIAGGIO

·        ARRIVO A DESTINAZIONE ORE 14

·        ORE 16 PARTECIPAZIONE ALLA CERIMONIA DI ORDINAZIONE.

   SEGUE RINFRESCO OFFERTO DALLA PARROCCHIA

·        PER LA NOTTE SISTEMAZIONE IN HOTEL E PRIMA COLAZIONE

·        ORE 10,30 PARTECIPAZIONE ALLA PRIMA MESSA DI P. ERASMO

·        ORE 13 PRANZO IN RISTORANTE

·        ORE 15,30 PARTENZA PER ROMA

·        ORE 22 ARRIVO PREVISTO A MONTEVERDE

 

QUOTA DI PARTECIPAZIONE

·        ADULTI € 100

·        BAMBINI € 80

 

 

NB:   DISPONIBILITA’ FINO AD ESAURIMENTO POSTI ( 50 )


 

Comunita’ dei canonici regolari dell’immacolata concezione

 

CAMMINARE PER

RISORGERE

 

camminando

si apre il cammino

 

 

 

 

 

La fede parte dai piedi ed arriva al… RISORTO

 

 

Quando si viaggia si sperimenta in maniera molto più concreta l’atto della Rinascita. Ci si trova dinanzi a situazioni del tutto nuove, il giorno trascorre più lentamente e, nella maggior parte dei casi, non si comprende la lingua che parlano gli altri. È proprio quello che accade a un bambino appena nato dal ventre materno”.  ( PAULO COELHO)

 

 

L’esperienza delle camminate di quest’anno vuole farci sempre pellegrini (persone che viaggiano per paesi e campi forestieri  = per ager) ma con una meta semplice ed insieme “presuntuosa”: quella di meditare insieme sulle parole che fanno risorgere.  Sì, ci sono parole, atteggiamenti che chiamano la vita a rialzarsi, a  rimettersi in piedi, a ri-sorgere appunto. E noi vorremmo scoprirle insieme per provare a farle nostre nel quotidiano.

Così saranno 8 le parole ed 8 gli itinerari che quest’anno ci aiuteranno a camminare per le strade del mondo e per le strade del nostro cuore.

Le parole sono : UMILTA’, FIDUCIA, LIBERTA’, LEGGEREZZA, PERDONO, FEDELTA’, TENEREZZA e AMORE.

Gli itinerari li scoprirete nella locandina del calendario.

 

 

Per un SABATO AL MESE proponiamo una serie di camminate, più o meno impegnative, che inizieranno o termineranno con un momento di preghiera o la messa (magari in luoghi particolarmente “spirituali”) e saranno accompagnate dal Rosario, pregato al ritmo dei passi

PROGRAMMA ANNO 2018/2019

CAMMINATE SULLE PAROLE DELLA RISURREZIONE

 

SABATO 27 OTTOBRE 2018 : UMILTA’

Monte Fogliano ed eremo di san Girolamo (lago di Vico) :                 4 ore (A/R 10 km c.a  (media)

 

SABATO 17 NOVEMBRE 2018:  FIDUCIA

Formello – S.Maria del Sorbo (Parco di Vejo) :  7 km

                                                                              (facile)

 

SABATO 15 DICEMBRE 2018:   LIBERTA’

Santuario di Greccio – Abbazia di S. Pastore - Contigliano:

                                                       10 km  (facile)

 

SABATO 12 GENNAIO 2019:  LEGGEREZZA

Ascesa al monte Soratte:1,30h (media)

 

SABATO 16 FEBBRAIO 2019:  PERDONO

Visita alle 7 chiese in Roma: 20 km (medio/facile)

 

SABATO 16 MARZO 2019:   FEDELTA’ 

Ciclovia dei laghi di Bracciano e Martignano:  9 km  (facile)

 

SABATO 6 APRILE 2019:  TENEREZZA

Leonessa – Poggio Bustone:  16 Km / 5 h (facile)

 

SABATO 4 MAGGIO 2019:  AMORE

Norcia - Cascia: 18 km / 6 ore (media)

 

Le modalità sono le medesime degli scorsi anni: partenza alle 6,15 dalla parrocchia Regina Pacis (via Federico Torre 21) davanti oratorio, automuniti (poi  si valuta quanti mezzi portare), pranzo al sacco (salvo avvisi diversi), voglia di camminare e di riflettere, ritorno in serata  condivisione delle spese di trasporto e colazione.

 

Per informazioni, adesioni, comunicazioni e per chiedere di entrare nel gruppo whatapp apposito (anche per confermare la partecipazione almeno 24 ore prima) potete contattare

p. gigi Franchini al 333 44 24 525

 

e mail : gigifranchini13@gmail.com


Il nostro Stefano Fioravanti 10 novembre in occasione della cerimonia d'istituzione dei Ministeri del Lettorato ed Accolitato, a l termine di un lungo percorso formativo presso l'Istituto Pontificio S.Anselmo.

A San Giovanni la Messa per l’istituzione di lettori e accoliti

La celebrazione presieduta dal vescovo Daniele Libanori. Le linee guida in un motu proprio di Paolo VI datato 1972. L’esortazione del presule: mantenere «l’impegno a una vita santa, per essere validi testimoni verso i fratelli»

 

La diocesi di Roma si arricchisce di due nuovi lettori. I due ministeri sono stati conferiti sabato 10 novembre nel corso di una Messa presieduta dal vescovo Daniele Libanori, delegato del Centro diocesano per il diaconato permanente, nella basilica di San Giovanni in Laterano. Riccardo Baldi della parrocchia di Santa Maria in Traspontina e Stefano Fioravanti della Natività di Maria a via Bravetta sono stati eletti al ministero del lettorato.

 

Ai due lettori, che si sono prostrati in ginocchio davanti al vescovo, è stato consegnato il libro della Sacra Scrittura.

Tra i concelebranti, don Enrico Feroci, rettore del Seminario della Madonna del Divino Amore, e padre Giuseppe Midili, direttore dell’Ufficio liturgico diocesano.



Dopo la riforma del Concilio Vaticano II il lettorato e l’accolitato sono ministeri istituiti conferiti anche ai laici e disciplinati dalla lettera apostolica in forma di motu proprio “Ministeria quaedam” di Papa Paolo VI del 1972. Al punto VII è sancito che i due ministeri sono riservati solo agli uomini e il lettorato è il primo dei ministeri istituiti. Ha radici molto remote. Una traccia dell’esercizio di questo ministero si trova nel II secolo nella I Apologia di Giustino nella quale il lettore appare come una figura distinta da chi presiede e fa l’esortazione ma dal testo non si evince se fosse un ufficio vero e proprio. Esplicita testimonianza del “lector” sono fornite da Tertulliano e Ippolito Romano.

Nel documento di san Paolo VI sono delineati i compiti del lettore, al quale spetta proclamare la Parola di Dio, ma non il Vangelo, durante la Messa e le altre liturgie. Può recitare il salmo, in assenza del diacono può enunciare le intenzioni della preghiera universale dei fedeli. Sua mansione è anche quella di istruire i fedeli a ricevere i sacramenti. Il motu proprio precisa che il lettore può anche preparare coloro che devono leggere la Sacra Scrittura durante le funzioni. L’insegnamento di un «umile catechista» svolto con «rispetto e amore», ha precisato Libanori. I lettori «dovranno sentire la responsabilità di nutrirsi della Parola di Dio specialmente attraverso la meditazione quotidiana», ha rimarcato il vescovo. Ha esortato i nuovi eletti ad «assimilarla» affinché la proclamazione durante l’assemblea liturgica «sia viva e sostenuta da una fede vigorosa e trascinante». Da questo scaturisce la testimonianza.

 

Ai nuovi lettori il vescovo ha rivolto l’ultima esortazione a mantenere «l’impegno a una vita santa attraverso la preghiera e l’assiduità ai sacramenti, per essere validi testimoni verso i fratelli con i quali condividono la fatica quotidiana».