Benvenuti!

"L’Avvento è un tempo per riconoscere i vuoti da colmare nella nostra vita, per spianare le asperità dell’orgoglio e fare spazio a Gesù che viene."

 

Papa Francesco


Maria, donna dell'attesa

 

di Don Tonino Bello

 

 

 

 

 

 

La vera tristezza non è quando, a sera, non sei atteso da nessuno al tuo

 rientro in casa, ma quando tu non attendi più nulla dalla vita.

 

 E la solitudine più nera la soffri non quando trovi il focolare spento,

 ma quando non lo vuoi accendere più: neppure per un eventuale ospite di

 passaggio.

 

 Quando pensi, insomma, che per te la musica è finita. E ormai i giochi

 siano fatti. E nessun'anima viva verrà a bussare alla tua porta. E non

 ci saranno più né soprassalti di gioia per una buona notizia, né

 trasalimenti di stupore per una improvvisata. E neppure fremiti di

 dolore per una tragedia umana: tanto non ti resta più nessuno per il

 quale tu debba temere.

 

 La vita allora scorre piatta verso un epilogo che non arriva mai, come

 un nastro magnetico che ha finito troppo presto una canzone, e si

 srotola interminabile, senza dire più nulla, verso il suo ultimo stacco.

 

 Attendere: ovvero sperimentare il gusto di vivere. Hanno detto

 addirittura che la santità di una persona si commisura dallo spessore

 delle sue attese. Forse è vero.

 

 Se è così, bisogna concludere che Maria è la più santa delle creature

 proprio perché tutta la sua vita appare cadenzata dai ritmi gaudiosi di

 chi aspetta qualcuno.

 

 Già il contrassegno iniziale con cui il pennello di Luca la identifica

 è carico di attese: «Promessa sposa di un uomo della casa di Davide».

 

 Fidanzata, cioè.

 

 A nessuno sfugge a quale messe di speranze e di batticuori faccia

 allusione quella parola che ogni donna sperimenta come preludio di

 misteriose tenerezze. Prima ancora che nel Vangelo venga pronunciato il

 suo nome, di Maria si dice che era fidanzata. Vergine in attesa. In

 attesa di Giuseppe. In ascolto del frusciare dei suoi sandali, sul far

 della sera, quando, profumato di legni e di vernici, egli sarebbe

 venuto a parlarle dei suoi sogni.

 

 Ma anche nell'ultimo fotogramma con cui Maria si congeda dalle

 Scritture essa viene colta dall' obiettivo nell' atteggiamento

 dell'attesa.

 

 Lì, nel cenacolo, al piano superiore, in compagnia dei discepoli, in

 attesa dello Spirito. In ascolto del frusciare della sua ala, sul fare

 del giorno, quando, profumato di unzioni e di santità, egli sarebbe

 disceso sulla Chiesa per additarle la sua missione di salvezza.

 

 Vergine in attesa, all'inizio.

 

 Madre in attesa, alla fine.

 

 E nell'arcata sorretta da queste due trepidazioni, una così umana e l'altra così divina, cento altre attese struggenti.

 

 L'attesa di lui, per nove lunghissimi mesi. L'attesa di adempimenti

 legali festeggiati con frustoli di povertà e gaudi di parentele.

 L'attesa del giorno, l'unico che lei avrebbe voluto di volta in volta

 rimandare, in cui suo figlio sarebbe uscito di casa senza farvi ritorno

 mai più. L'attesa dell'ora: l'unica per la quale non avrebbe saputo

 frenare l'impazienza e di cui, prima del tempo, avrebbe fatto

 traboccare il carico di grazia sulla mensa degli uomini. L'attesa

 dell'ultimo rantolo dell'unigenito inchiodato sul legno. L'attesa del

 terzo giorno, vissuta in veglia solitaria, davanti alla roccia.

 

 Attendere: infinito del verbo amare. Anzi, nel vocabolario di Maria, amare all'infinito.

 

 Santa Maria, Vergine dell'attesa, donaci del tuo olio perché le nostre

 lampade si spengono. Vedi: le riserve si sono consumate. Non ci mandare

 ad altri venditori. Riaccendi nelle nostre anime gli antichi fervori

 che ci bruciavano dentro quando bastava un nonnulla per farci trasalire

 di gioia: l'arrivo di un amico lontano, il rosso di sera dopo un

 temporale, il crepitare del ceppo che d'inverno sorvegliava i rientri

 in casa, le campane a stormo nei giorni di festa, il sopraggiungere

 delle rondini in primavera, l'acre odore che si sprigionava dalla

 stretta dei frantoi, le cantilene autunnali che giungevano dai

 palmenti, l'incurvarsi tenero e misterioso del grembo materno, il

 profumo di spigo che irrompeva quando si preparava una culla.

 

 Se oggi non sappiamo attendere più, è perché siamo a corto di speranza.

 Se ne sono disseccate le sorgenti. Soffriamo una profonda crisi di

 desiderio. E, ormai paghi dei mille surrogati che ci assediano,

 rischiamo di non aspettarci più nulla neppure da quelle promesse

 ultraterrene che sono state firmate col sangue dal Dio dell'alleanza.

 

 Santa Maria, donna dell' attesa, conforta il dolore delle madri per i

 loro figli che, usciti un giorno di casa, non ci son tornati mai più,

 perché uccisi da un incidente stradale o perché sedotti dai richiami

 della giungla. Perché dispersi dalla furia della guerra o perché

 risucchiati dal turbine delle passioni. Perché travolti dalla tempesta

 del mare o perché travolti dalle tempeste della vita.

 

 Riempi i silenzi di Antonella che non sa che farsene dei suoi giovani

 anni, dopo che lui se n'è andato con un' altra. Colma di pace il vuoto

 interiore di Massimo che nella vita le ha sbagliate tutte, e l'unica

 attesa che ora lo lusinga è quella della morte. Asciuga le lacrime di

 Patrizia che ha coltivato tanti sogni a occhi aperti, e per la

 cattiveria della gente se li è visti così svanire a uno a uno, che

 ormai teme anche di sognare a occhi chiusi.

 

 Santa Maria, Vergine dell'attesa, donaci un'anima vigiliare. Giunti

 alle soglie del terzo millennio, ci sentiamo purtroppo più figli del

 crepuscolo che profeti dell'avvento. Sentinella del mattino, ridestaci

 nel cuore la passione di giovani annunci da portare al mondo, che si

 sente già vecchio. Portaci, finalmente, arpa e cetra, perché con te

 mattiniera possiamo svegliare l'aurora.

 

 


Liturgia del giorno!

Mercoledi 12 Dicembre 2018

Antifona d'Ingresso

Il Signore viene,

non tarderà:

svelerà i segreti delle tenebre,

si farà conoscere a tutti i popoli.

 

Atto Penitenziale

Il Signore Gesù, che ci invita alla mensa della Parola e dell'Eucarestia, ci chiama alla conversione. Riconosciamo di essere peccatori e invochiamo con fiducia la misericordia di Dio.

 

C: Pietà di noi, Signore.

A: Contro di te abbiamo peccato.

C: Mostraci, Signore, la tua misericordia.

A: E donaci la tua salvezza

 

C: Dio Onnipotente abbia misericordia di voi, perdoni i vostri peccati e vi conduca alla vita eterna.

A: Amen.

 

Colletta

Dio onnipotente, che ci chiami a preparare la via al Cristo Signore, fa' che per la debolezza della nostra fede non ci stanchiamo di attendere la consolante presenza del medico celeste. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

Prima Lettura

Is 40, 25-31

«A chi potreste paragonarmi,

quasi che io gli sia pari?» dice il Santo.

Levate in alto i vostri occhi e guardate:

chi ha creato tali cose?

Egli fa uscire in numero preciso il loro esercito

e le chiama tutte per nome;

per la sua onnipotenza e il vigore della sua forza

non ne manca alcuna.

Perché dici, Giacobbe,

e tu, Israele, ripeti:

«La mia via è nascosta al Signore

e il mio diritto è trascurato dal mio Dio»?

Non lo sai forse?

Non l'hai udito?

Dio eterno è il Signore,

che ha creato i confini della terra.

Egli non si affatica né si stanca,

la sua intelligenza è inscrutabile.

Egli dà forza allo stanco

e moltiplica il vigore allo spossato.

Anche i giovani faticano e si stancano,

gli adulti inciampano e cadono;

ma quanti sperano nel Signore riacquistano forza,

mettono ali come aquile,

corrono senza affannarsi,

camminano senza stancarsi.

 

C: Parola di Dio.

A: Rendiamo grazie a Dio.

 

Salmo Responsoriale

Sal.102

 

RIT: Benedici il Signore, anima mia.

 

Benedici il Signore, anima mia,

quanto è in me benedica il suo santo nome.

Benedici il Signore, anima mia,

non dimenticare tutti i suoi benefici.

 

Egli perdona tutte le tue colpe,

guarisce tutte le tue infermità,

salva dalla fossa la tua vita,

ti circonda di bontà e misericordia.

 

Misericordioso e pietoso è il Signore,

lento all'ira e grande nell'amore.

Non ci tratta secondo i nostri peccati

e non ci ripaga secondo le nostre colpe.

 

Canto al Vangelo

Alleluia, Alleluia.

 

Ecco, viene il Signore a salvare il suo popolo:

beati coloro che sono preparati all'incontro.

 

Alleluia.

Vangelo

 Mt 11, 28-30

Dal Vangelo secondo Matteo

 

In quel tempo, Gesù disse: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

 

C: Parola del Signore.

 

A: Lode a Te o Cristo.