Benvenuti!

La Quaresima è il tempo propizio per riconoscere se il nostro cuore è minacciato dalle menzogne dei falsi profeti, che rischiano di spegnere in noi l’amore, e per rimediare con la preghiera, l’elemosina e il digiuno. Papa Francesco lo scrive nel suo messaggio per la Quaresima 2018, datato 1 novembre, solennità di Tutti i Santi, ispirandosi alle parole di Gesù nel Vangelo di Matteo: “Per il dilagare dell’iniquità l’amore di molti si raffredderà”. (Mt 24,12)

 

Gesù sul Monte degli Ulivi: i falsi profeti inganneranno molti

Il Figlio di Dio le pronuncia sul Monte degli Ulivi, all’inizio della sua passione, rispondendo ad una domanda dei discepoli. “Gesù annuncia una grande tribolazione - spiega Francesco - e descrive la situazione in cui potrebbe trovarsi la comunità dei credenti: di fronte ad eventi dolorosi, alcuni falsi profeti inganneranno molti, tanto da minacciare di spegnere nei cuori la carità che è il centro di tutto il Vangelo”.

 

Il Papa si chiede: quali sono oggi i falsi profeti? Alcuni, scrive, sono come “incantatori di serpenti”,  “approfittano delle emozioni umane per rendere schiave le persone e portarle dove vogliono loro”. Attirano gli uomini e le donne con “le lusinghe del piacere di pochi istanti, che viene scambiato per felicità”, oppure con  “l’illusione del denaro, che li rende schiavi del profitto o di interessi meschini”.

 

 

Altri falsi profeti, aggiunge Francesco, sono i “ciarlatani” che “offrono soluzioni semplici e immediate alle sofferenze”, che si rivelano però “completamente inefficaci”. Ai giovani “è offerto il falso rimedio della droga, di relazioni usa e getta, di guadagni facili ma disonesti”. Oppure l’illusione di “una vita completamente virtuale, in cui i rapporti sembrano più semplici e veloci per rivelarsi poi drammaticamente privi di senso”.

 

Sono truffatori, spiega il Pontefice, che offrono cose senza valore,  e tolgono ciò che è più prezioso “come la dignità, la libertà e la capacità di amare”. E’ “l’inganno della vanità”, commenta ancora,  che viene dal demonio, “padre della menzogna”.

 

Sta a noi, è il pressante invito di Francesco, discernere nel nostro cuore “ed esaminare se è minacciato dalle menzogne di questi falsi profeti”. Dobbiamo saper riconoscere ciò che lascia dentro di noi un’impronta buona, “perché viene da Dio e vale veramente per il nostro bene”.

 

Il diavolo abita nel gelo dell’amore soffocato

Come immagina Dante Alighieri nel suo inferno, il diavolo è seduto su un trono di ghiaccio, perché “abita nel gelo dell’amore soffocato”. Quali sono i segnali, si chiede ancora il Papa nel suo messaggio, che ci indicano che in noi l’amore rischia di raffreddarsi e spegnersi? Innanzitutto “l’avidità per il denaro”, che segue “il rifiuto di Dio” e di trovare consolazione in Lui, “preferendo la nostra desolazione al conforto della sua Parola”. Un rifiuto che si tramuta in violenza contro chi è ritenuto una minaccia alle nostre “certezze”: “il bambino non ancora nato, l’anziano malato, l’ospite di passaggio, lo straniero, ma anche il prossimo che non corrisponde alle nostre attese”.

 

La carità fredda danneggia il creato e le nostre comunità

Se la carità si raffredda ne soffre anche il creato: “la terra  - denuncia il Pontefice - è avvelenata da rifiuti gettati per incuria e interesse”; i mari, inquinati, ricoprono “i resti di tanti naufraghi delle migrazioni forzate”; i cieli “sono solcati da macchine che fanno piovere strumenti di morte”. E nelle nostre comunità porta, ricorda Bergoglio citando la sua esortazione Evangelii gaudium, “l’accidia egoista, il pessimismo sterile, la tentazione di isolarsi e di impegnarsi in continue guerre fratricide, la mentalità mondana” che induce ad occuparsi solo dell’apparenza, riducendo così l’ardore missionario.

 

I rimedi: preghiera, elemosina e digiuno

Se vediamo in noi e attorno a noi questi segnali, scrive Francesco, la Chiesa ci offre nel tempo di Quaresima “il dolce rimedio della preghiera, dell’elemosina e del digiuno”. Con  la preghiera, “permettiamo al nostro cuore di scoprire le menzogne” con le quali inganniamo noi stessi. L’elemosina, che ci libera dall’avidità, dovrebbe diventare per tutti “un vero e proprio stile di vita”. Come vorrei, confida il Papa che “davanti a ogni fratello che ci chiede un aiuto, pensassimo che lì c’è un appello della divina Provvidenza”. Infatti, se oggi Dio si serve di me “per aiutare un fratello, come domani non provvederà anche alle mie necessità?”

 

 

Il digiuno, infine, ci disarma, ci fa crescere, “ci sveglia, ci fa più attenti a Dio e al prossimo”, e ridesta la volontà di obbedire a Dio, l’unico che sazia la nostra fame.

 

 


Per la Quaresima..la " ricetta"  del Vescovo per la comunità!


Liturgia del giorno!

Martedi 20 Febbraio 2018

Antifona d'Ingresso

Signore, tu sei nostro rifugio

di generazione in generazione;

tu sei da sempre, Signore, e per sempre.

 

Colletta

Volgi il tuo sguardo, Padre misericordioso, a questa tua famiglia, e fa' che superando ogni forma di egoismo risplenda ai tuoi occhi per il desiderio di te. Per il nostro Signore...

Prima Lettura

Is 55, 10-11

Dal libro del profeta Isaia.

Così dice il Signore:

«Come la pioggia e la neve scendono dal cielo

e non vi ritornano senza avere irrigato la terra,

senza averla fecondata e fatta germogliare,

perché dia il seme a chi semina

e il pane a chi mangia,

così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca:

non ritornerà a me senza effetto,

senza aver operato ciò che desidero

e senza aver compiuto ciò per cui l'ho mandata».

 

C: Parola di Dio.

A: Rendiamo grazie a Dio.

 

Salmo Responsoriale

Sal.33

 

RIT: Il Signore libera i giusti da tutte le loro angosce.

 

Magnificate con me il Signore,

esaltiamo insieme il suo nome.

Ho cercato il Signore: mi ha risposto

e da ogni mia paura mi ha liberato.

 

Guardate a lui e sarete raggianti,

i vostri volti non dovranno arrossire.

Questo povero grida e il Signore lo ascolta,

lo salva da tutte le sue angosce.

 

Gli occhi del Signore sui giusti,

i suoi orecchi al loro grido di aiuto.

Il volto del Signore contro i malfattori,

per eliminarne dalla terra il ricordo.

 

Gridano i giusti e il Signore li ascolta,

li libera da tutte le loro angosce.

Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato,

egli salva gli spiriti affranti.

 

Canto al Vangelo

Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

 

Non di solo pane vivrà l'uomo,

ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.

 

Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

Vangelo

 Mt 6, 7-15

Dal Vangelo secondo Matteo

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.

Voi dunque pregate così:

Padre nostro che sei nei cieli,

sia santificato il tuo nome,

venga il tuo regno,

sia fatta la tua volontà,

come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

e rimetti a noi i nostri debiti

come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male.

Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».

 

C: Parola del Signore.

 

A: Lode a Te o Cristo.